Appuntamenti | Cronologia | Campagne di Scavo | Ipercorpo | Video | Info
 PHARMAKOS - nucleo fondativo
 

ANTEFATTO: “All’epoca in cui compariva in teatro Edipo (V sec. A.C.) esisteva ancora un rituale antichissimo di indubbia derivazione orientale: Il Pharmakos. 
Ogni anno la comunità ateniese sceglieva uno dei suoi membri marginali, afflitto da deformazioni fisiche o psichiche, e lo metteva al bando, accompagnandolo in processione alle porte della città affinché con lui venisse espulso l’insieme delle contaminazioni presenti nel gruppo sociale” (J.P. Vernant, L’uomo greco). 
Il Pharmakos deve attirare su di sé tutta la violenza malefica per trasformarla, con la propria morte, in violenza benefica, pace e fecondità. In greco classico la parola che ne deriva, pharmakon, significa al contempo ?male? e ?rimedio?, ?veleno? ed ?antidoto?, in una fase arcaica in cui le cose ?sacre? contenevano il puro e l'impuro come varietà del medesimo genere.
 


Pharmakos
Embrione
Pharmakos 
movimento IV
Corporis Fabrica
Pharmakos
movimento III
Orizzonti del Campo
Pharmakos
movimento II
Atto Barbaro
Pharmakos
movimento V
Anatomia del sacro

COORDINATE PER UNA CAMPAGNA DI SCAVO
Il nucleo della concezione di Pharmakos riguarda l’immaginare un incontro fra corpo sacrificale e corpo medico come punte estreme di una parabola sulla natura e l’evoluzione del senso del corpo.
E’ possibile parlare di “varietà di un medesimo genere” ? Quale il confine fra “puro” e “impuro” ?
Il corpo è sempre stato il fulcro della visione e dell’azione socio-teatrale, prima che la retorica scenica fosse inventata (lo era sottoforma di corpo sacrificale) ed ha continuato ad esserlo anche in questa società che mira ormai alla nuda vita come fatto politico; eutanasia, clonazione, fecondazione assistita sono al centro del dibattito pubblico molto più di qualsivoglia analisi socio-strutturale. 
Siamo testimoni di un’epoca che ha ormai cancellato il senso profondo degli antichi riti, sparpagliandoli nell’esistenza, mistificandoli, annullando il concetto di pharmakos come significante bivalente, “male” e “rimedio” al contempo, e più in generale eliminando il senso delle cose “sacre”, pure ed impure come varietà del medesimo genere. 
La ricerca che affrontiamo mira a ristabilire questa continua oscillazione di senso dei segni, mira alla doppia faccia di un’ unica medaglia, mira ad una fluttuazione. Si tratta di procedere a ritroso visto che il corpo stesso, nella sua parcellizzazione non rappresenta più un sistema di segni religiosi e simbolici fluttuanti come la era per lo sciamanesimo o la magia antica. 
Il primo movimento (embrione) contiene in potenza gli elementi fondamentali del suo sviluppo che si articolerà in una serie di tappe pensate non come capitoli ma come evoluzioni successive del suo nucleo di origine. L’azione vive simbioticamente assieme alla creazione sonora di Elicheinfunzione.

SENSO E AZIONE DELLA COSTRUZIONE
Pharmakos trae origine dal primo movimento, denominato embrione perché in visione microscopica contiene molti elementi che verranno sviluppati in movimenti futuri.
Il numero di movimenti di Pharmakos, la loro durata, la loro forma espressiva dipende da una serie di fattori:
- La parabola concettuale di Pharmakos, in altre parole fino a quando sentiremo di poter costruire nuove parti, di non aver esaurito il suo ciclo biologico
- Lo sviluppo pensato in totale collaborazione creativa con un musicista di musica elettronica: Elicheinfunzione. Una storia fra corpi e suono, come necessità di ridare centralità, pur nell’azione, allo “Spirito della musica”
- I luoghi e i festival nei quali Pharmakos sarà esposto. Le proposte, i limiti, le opportunità che un contesto favorisce o impone diventano immediatamente per noi uno stimolo per pensare un possibile movimento (il quale può poi avere vita autonoma ed essere mostrato altrove)

In questo modo Pharmakos diventa anche una sfida, per sua stessa struttura, al sistema produttivo e distributivo del teatro, che parte dalla volontà di convertire i limiti imposti dai tempi attuali in possibilità semantiche oltre che sceniche.

 

Home | Back Copyright © 2005 Città di Ebla